recensione testi

il teatro del novecento I

TEATRO CONTEMPORANEO
AA.VV. vol. I  – Teatro italiano
1983 Roma  Lucarini  pag.663 coll.TE1AAV

vol. II Teatro europeo e nordamericano pag. 587 coll. TE2AAV

le lezioni della mia vita


LE LEZIONI DELLA MIA VITA
la medicina , la psichiatria le istituzioni
Antonucci Giorgio


storia del teatro del novecento
STORIA DEL TEATRO DEL NOVECENTO
Antonucci Giovanni
l teatro del Novecento è straordinariamente ricco. Ripercorrerlo significa fare i conti con una civiltà teatrale che ci ha dato autori del livello di Hofmannsthal, Schnitzler, Claudel, T.S. Eliot, Brecht, Bulgakov, Garcia Lorca, O’Neill, Coward, Giraudoux, Anouilh, Thornton Wilder, Camus, Sartre, Tennessee Willimas, Arthur Miller, Ionesco, Beckett, Genet, Pinter, Gombrowicz, Mrozek, Havel, Bernhard, Shepard, Mamet.


arte e cognizione
ARTE E COGNIZIONE
introduzione alla psicologia dell’arte
Argenton  Alberto


maddalena ghirlande
MADDALENA
con una ghirlanda di testi e immagini
Giovanni Testori
Le Scritture ci tramandano poche notizie su Maria di Magdala, la Maddalena; ma questi esigui bagliori su una vicenda che mescola bellezza e penitenza sono bastati a turbare e ad alimentare lungamente l’immaginazione degli uomini che celebrarono la santa peccatrice nella letteratura e nell’arte. Essa prorompe da queste pagine sospinta dalla turbinosa poesia di Giovanni Testori, che evoca una legione di Maddalene dipinte e scolpite.


la natura non indifferente
LA NATURA NON INDIFFERENTE
Sergej M. Ejzenštejn
Il volume è il punto di arrivo – quasi compiuto e quasi sistematico – di una riflessione estetica che accompagna costantemente, a partire dai primi anni trenta, la nota attività di Ejzenstejn regista e teorico del cinema.


bruciare la casa
BRUCIARE LA CASA
origini di un regista
Eugenio Barba
Quasi mezzo secolo dopo aver fondato l’Odin Teatret, lasciandosi alle spalle, con un modo diverso di fare teatro, una serie di spettacoli leggendari, l’ansia di un abbraccio tra tradizioni sceniche di più continenti, ma anche una preziosa quantità di scritti teorici, Eugenio Barba fa il punto della sua vita di creatore in un’opera esemplare di grande importanza storica. In Bruciare la casa. Origini di un regista il maestro distilla la sua lunga esperienza operativa cominciando dai balbettii degli inizi per consegnarla a chi cerca un proprio teatro da fare, da immaginare, da sognare forse, teso a superare lo scontento nei riguardi dello spirito del tempo, e lo fa senza mai allontanarsi dalla concretezza dell’artigianato, quello di una drammaturgia che coinvolge l’intreccio delle azioni e dell’organizzazione fondendosi con la regia per arrivare a parlare in modo diretto e personale a ogni spettatore, in modo che ciascuno di loro riesca a vivere un suo spettacolo diverso. Dialogando coi grandi maestri scomparsi, parlando a volte al passato di sé come regista, l’autore appare deciso a non nascondere nessuno dei suoi tormenti al lettore, al quale consegna la propria esperienza senza veli, in modo che questa sua opera sconfini agilmente dal trattato scientifico al romanzo autobiografico, dalla morte del padre al suo ingresso alla scuola militare negli anni ’40, dall’arrivo in Svezia in autostop all’esperienza di marinaio, dall’infanzia a Gallipoli all’incontro con Grotowski, partendo dal ricordo di quando da piccolo sognava “lo spettacolo che finisce con l’incendio”.


approccio antropologico al sacro
APPROCCIO ANTROPOLOGICO AL SACRO
Régis Boyer


l'altra visione dell'altro

L’ALTRA VISONE DELL’ALTRO
un’equazione tra antropologia e teatro
Piergiorgio Giacchè



arlecchino ferrone
ARLECCHINO
vita e avventure di Tristano Martinelli attore
Siro Ferrone
Non c’è per Arlecchino un testo letterario che certifichi la sua nascita. A inventarlo fu un attore del XVI secolo, Tristano Martinelli, vissuto a Mantova tra il 7 aprile 1557 e il 1630. Acrobata e funambolo, Martinelli simulava in scena viaggi all’Inferno e ritorno, scatenava il riso giocando con il sesso e gli escrementi, improvvisava monologhi demenziali. Circondato da un alone di magia, era amato dai Valois, dai Savoia, dai Medici e dai Gonzaga, che videro in lui l’amuleto capace persino di rendere fertili dinastie minacciate dalla sterilità. Grazie ad Arlecchino, Tristano Martinelli divenne ricco e famoso, portando sulla scena il suo personaggio dalle Fiandre a Londra, da Parigi a Madrid, da Venezia a Firenze.


 

 
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L’EMOZIONE ESTETICA
a cura di Alberto Argenton

L’emozione estetica si rivela come uno dei momenti privilegiati della dimensione emotiva dell’uomo; essa si configura come una particolare “risposta” a uno stimolo a cui l’individuo attribuisce un significato che ha presupposti originati da un giudizio estetico, basati dunque sulle categorie del bello e del brutto, e talmente urgenti da condizionare il comportamento individuale e sociale dell’essere umano al pari di ogni altra emozione; in modo specifico, nel senso della propensione verso ciò che per il soggetto è “bello”, dell’avversione verso ciò che è “brutto”…

Il Poligrafo 1993  Padova, 192 pp. ISBN 88-7115-023-6
CDD 700.19 (ed. 19) – ARTI. Principi psicologici     Collocazione AR9ARG
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Scan_Pic0018IL TEATRO E IL SUO DOPPIO
Antonin Artaud

Un testo di riferimento per teatranti,  che vuole presentare l’essenziale del pensiero di Artaud nelle sue applicazioni al teatro. Vi figurano oltre al testo ormai classico Il teatro e il suo doppio altri scritti che completano l’immagine del teatro in Artaud: progetti drammatici, progetti di messa in scena, cronache drammatiche, recensioni, articoli. Le idee teatrali di Artaud hanno aperto un campo di esperienze e di ricerche, intorno ad alcune rivendicazioni fondamentali: sollevazione contro la dittatura del testo, coinvolgimento del pubblico, mobilitazione di tutte le energie fisiche attive nello spettacolo e loro codificazione in un linguaggio integrale. Ma per Artaud non si tratta semplicemente di modificare l’equilibrio istituzionale del teatro e di ridefinirlo sotto forma di un nuovo «paradosso sull’attore» (o sul regista). Un testo come Il teatro e il suo doppio non appartiene agli uomini di teatro. Molto piú che un discorso precettistico su come fare teatro è un’evocazione delle possibilità estreme del teatro, di quella tentazione (o «doppio») di azione assoluta irreversibile («la crudeltà») che incombe sull’esibizione dei corpi nello spazio scenico.

Einaudi c1968  Torino, LII, 262 pp.
CDD 792 (ed. 21) – Rappresentazioni sceniche (Teatro)   Collocazione TE14ART
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Scan_Pic0019TEATRO COME DIFFERENZA
Antonio Attisani

…”E’ sotto gli occhi di tutti la clamorosa contraddizione che c’è (ancora oggi, ndr) tra il grande interesse per il teatro, sopratutto tra i giovani, e la povertà qualitativa e quantitativa del teatro in circolazione. Il libro cerca di agire all’interno di questo problema, senza tentare alcuna sintesi, né politica né poetica, ma mettendo sotto accusa una serie di tensioni regressive, funzionali a una “cultura del controllo sociale”, e riportando in primo piano il problema dell’attore.

Feltrinelli 1978 Milano, 187 pp.
CDD 792. (ed. 18) – Teatro – Collocazione TE16ATT

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