antonin artaud

ARTAUDgiov“io, Antonin Artaud, nato a Marsiglia il 4 settembre 1896, cinquant’anni, autore di cinque o sei libri di poesie, attore di cinema e regista… ho perso ogni potere di disporre della mia vita, del mio corpo, internato d’ufficio e costretto in manicomio per 9 anni, oggetto nelle mani dell’autorità, e sottomesso a leggi crudeli ed alienanti che mi resero irrimediabilmente altro per sempre”.

L’artista entra nell’ospedale psichiatrico di Rodez l’11 febbraio 1943, dove subisce 51 elettrochoc; fin dall’inizio, si ribella con tutto se stesso contro una cura vissuta come tortura, indirizzando al direttore dell’ospedale psichiatrico molte lettere di supplica e di aspra denuncia. A Rodez. egli era un “malato di riguardo”; i medici ammiravano i suoi scritti ed erano affascinati dalle sue doti artistiche, ma il trattamento di favore si fermava alle porte della malattia. Coloro che apprezzavano il suo geniale pensiero poetico, erano gli stessi medici che volevano “guarirlo” dalle sue idee deliranti, e che giudicavano con sospetto il suo comportamento derogante la “norma”. ” …

“tutto ciò che nell’ordine delle cose scritte abbandona l’ambito della percezione ordinata e chiara; tutto ciò che tende a creare un capovolgimento delle apparenze, a introdurre un dubbio riguardo la posizione delle immagini dello spirito le une in rapporto alle altre”.

” tutto ciò che provoca la confusione senza distruggere la forza del pensiero che si manifesta; tutto ciò che capovolge i rapporti delle cose conferendo al pensiero sconvolto un aspetto ancora maggiore di verità e violenza; tutto questo offre una via di accesso alla morte, ci mette in rapporto con stati più affinati dello spirito in seno ai quali la morte si esprime. La morte non può aver luogo, in quanto essa si è già verificata nel momento stesso della nascita.”

” Ho subito 51 elettrochoc, durante uno dei quali sono stato dichiarato clinicamente morto e poi risuscitato e rigettato nel terrore del trattamento psicoanalitico… Dal più profondo della mia vita io continuo a fuggire la psicanalisi, la fuggirò sempre come fuggirò qualunque tentativo per imprigionare la mia coscienza in precetti o formule, in una organizzazione verbale qualsiasi.”

“prendete quel che vi viene offerto e non cercate di guardare o penetrare quel che non hanno pensato di offrirvi. Io troverò quel che si deve fare nell’assoluto, il passato non m’insegnerà nulla. io, Antonin Artaud, morto a Ivry il 4 marzo 1948, seduto ai piedi del letto.”

artaud rossomi suggeriscono recitare strada,
polizia mi lascerà, polizia mi lascerà,
devo dire ambiente strada moderna non è teatrale, ci corre
cercare mio ambiente, ambiente,
le intemperie, le intemperie, teatro portatile,
in ogni caso non si prova per la strada,
in ogni caso mondo dove tutto basato su danaro
e dove danaro e sua assenza impedisce tutto,
si deve poter significare che i materiali non hanno prezzo,
legno, tela, cibo, attori,
che si possono ottenere senza danaro
e che si può ripristinare il baratto,
la cooperazione delle derrate.”

” Che occorre insomma?
Si può recitare su una piazza se è bel tempo,
perchè ci vuole spazio,
in un hangar, un’officina in disuso o un garage,
ma bisogna provare.
Sono pronto a mostrare che non mi serve danaro
e che posso farne a meno,
mi si dia una casa per abitarci, il cibo,
che ci sia gente che taglia e cuce i vestiti,
e una Società nella società,
uno Stato nello Stato.”

” Io rinnego
il battesimo,
la patria,
la scienza,
la parola,
la letteratura,
i riti,
la liturgia,
le esperienze,
la pedagogia,
l’insegnamento,
la legge,
le leggi,
la testimonianza,
la salvezza.
Io non credo al valore della salvezza.”

artaud2A Madame Artaud, Rodez 3 dicembre 1943

Mia carissima mamma,
mi hanno COMMOSSO i 300 grammi di pane
che mi avete mandato.
Ma ciò mi ha addolorato e imbarazzato.
Perché nella vostra situazione
non si può mandare qualcosa a qualcuno.
E IO NON VOGLIO RICEVERE ASSOLUTAMENTE
PIU’ NIENTE DA VOI.
Perché voi non potete più farlo.
E non è più vostro dovere.
E per me sarebbe PECCATO accettarlo…
Vi abbraccio di tutto cuore
________________________________________________frecciaDxG
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One thought on “antonin artaud

  1. Bisogna partire dalla “decostruzione del sè” per farsi “altro”, per lasciarci sorprendere dalla infinite possibilità. Il teatro, l’arte, insegnano una cosa: siamo infiniti. Insegnano quello che siamo.

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