medeia_ricerche


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…anche se camminerò nella valle dell’ombra e della morte… non temo nessun male, nemmeno nei momenti più bui dell’esistenza…
(salmo 23, la Bibbia)
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medeafire11Knox assimila Medea alle figure tragiche come l’Aiace e l’Elettra…nella rivendicazione dell’onore che impone, in base al codice eroico di comportamento, la vendetta… —>la Medea di Schlesinger che muore come donna insieme ai figli, per poi ergersi trionfante sul Carro del Sole…—>la Medea di Vincenzo di Benedetto, consapevole e lucida nel progettare una vendetta che nasce dalla coscienza di una violazione dei propri diritti…—>Bruno Snell individua il punto nodale nel conflitto interiore di Medea tra passione e ragione…—>Charles Segal nelle oscure possibilità del comportamento umano e nell’inquietante spettacolo della violenza…—>Piero Pucci, che indaga sulla retorica della pietà nell’azione e nei discorsi di Medea, che così affronta i dolori e le sofferenze della vita…—>Benedetto Marzullo, che nella conclusione del monologo di Medea, coglie un contenuto di “coscienza inuguale, se non rivoluzionario”, una lucida, all’apparenza contradditoria, disposizione dell’umano comportamento…—>nella tragedia greca il mito fornisce i temi dell’azione e i personaggi…ma nel processo di selezione operato dal poeta potevano intervenire motivazioni…che portavano a innovazioni e risemantizzazioni di atteggiamenti e comportamenti dei personaggi mitici, nell’ambito del dialogo drammatico. Queste variazioni costituivano il preminente elemento di attesa e di suspence per un pubblico che, pur conoscendo nei tratti essenziali la vicenda mitica, non poteva prevedere quale forma il poeta avrebbe dato all’intreccio, né lo sviluppo dell’azione e neppure a quali esiti avrebbe condotto la rielaborazione del mito…—>un problema da sempre oggetto di discussione, costituito dal rapporto mito/attualità e nella tragedia tra tempo mitico e tempo presente della rappresentazione…—>si può dire che la tragedia greca utilizza una storia mitica nella quale sono messe in discussione le azioni degli eroi, attraverso un ambiguo sistema di valori, che rinvia implicitamente dalle forme del passato mitico, alle istituzioni delle città e viceversa…—>nella dialettica di questo rapporto si definisce la presenza del coro, portavoce dei valori etici della polis, ma anche spettatore dell’azione, proiezione scenica dell’uditorio e quindi spettatore coinvolto nell’azione drammatica…—>in questo senso l’interpretazione di una tragedia è opera difficile e complessa, poiché deve tener conto delle sottili e talora nascoste mediazioni attraverso cui si realizza il messaggio drammatico—>

FLEECET

…il rischio permanente in cui incorre l’interprete, è quello di cadere in un’analisi formale che prescinde dalla realtà storica e culturale, oppure nell’errore opposto di un facile sociologismo…—> o di un piatto rispecchiamento che ha come unico scopo quello di rinvenire, nel testo, spunti o allusioni al/ai personaggio/i, ed episodi della vita contemporanea…—> anche là dove sia inequivocabile il riferimento all’attualità, il suo uso non è mai rozzamente cronachistico…—>implica sempre una sottile mediazione di ordine linguistico, che il critico può ricostruire solo attraverso una corretta analisi semantica…—>la destrezza dell’interprete sta nell’individuare, di volta in volta, il significato specifico  dei termini di valore, in rapporto all’ideologia che professa chi li pronuncia…—> un dato che risulta di tutta evidenza è che la critica della tragedia greca non può prescindere da una preliminare analisi antropologica del mito…—>che ne costituisce il precipuo mezzo di comunicazione teatrale…—>una critica tematica e semantica volta a cogliere nelle rielaborazioni teatrali del mito i significati di cui esso è caricato dai singoli autori…—>in rapporto alle reali situazioni storiche e culturali  e all’orizzonte di attesa del pubblico…—>
Medea non nasce con Euripide…ha alle spalle una storia più remota che risale al periodo epico…—>che risalga ad epoca antichissima è confermato dal fatto che i poemi omerici conoscono non solo la nave Argo…—>si suppone che all’inizio vi fossero due tradizioni indipendenti…—>una corinzia, incentrata sulla tragica vicenda dei figli…—>

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